Martedì 3 novembre alle 12:30 (Sala Tiglio, Padiglione A6) NSBproject presenterà a Ecomondo 2026, a Rimini, insieme a IST-ID / iBB. Il paper congiunto “Circular Bioplastics from Mediterranean Waste: High-Performance Polymers via Cascaded Biorefinery and Enzymatic Polycondensation” (L. Fonseca, R. Varotto, A. Jester) è stato selezionato tramite la Call for Papers per la sessione internazionale “Technological solutions for resources recovery from end-of-life products and materials in the Mediterranean landscape”. La sessione è presieduta da Fabrizio Passarini (Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, Università di Bologna), Lucia Rigamonti (Politecnico di Milano) e ATIA–ISWA. Il paper è uno dei 27 contributi selezionati per la presentazione orale, nel filone “Plastics, bioplastics & textiles”.
Nell’ambito del progetto CBE-JU POLYMERS-5B (GA 101157840, 2024–2028), IST-ID ha sviluppato una bioraffineria enzimatica a cascata che ricava più prodotti dallo stesso flusso di scarti del pomodoro e di sansa di olive:
- composti bioattivi: licopene dagli scarti del pomodoro e polifenoli ricchi di idrossitirosolo dalla sansa;
- pectina, con una resa obiettivo in scala pilota di almeno 17 kg per tonnellata di scarto;
- monomeri per poliesteri strutturali bio-based, già prodotti in lotti pilota riproducibili fino a 15 kg (TRL 5), con riutilizzo del catalizzatore enzimatico.
I poliesteri hanno una temperatura di transizione vetrosa dichiarata di 80 °C, superiore ai 70 °C di un termoindurente commerciale di riferimento, e un modulo elastico di circa 2 GPa. La rigidità è il prossimo obiettivo di sviluppo: i riferimenti commerciali per i materiali bio-based rigidi si collocano tra 3,2 e 3,85 GPa.
Il contributo di NSB si basa su un’analisi di posizionamento tecnologico condotta con la piattaforma C-Tech Navigator® (ottobre 2026). Guarda oltre il perimetro del progetto, verso il futuro industriale della bioraffineria e il concept di start-up. Abbiamo mappato 9 operatori industriali e di ricerca in quattro famiglie tecnologiche e analizzato 128 lavori scientifici. Il risultato è netto: tutte le molecole target sono già sul mercato e 8 operatori su 9 vendono già prodotti standardizzati. Nessuno di loro, però, pubblica costi di produzione o volumi di biomassa trattata. Qui una bioraffineria multi-prodotto situata presso lo stabilimento può fare la differenza, con tre vantaggi: un costo di fornitura verificato, un’origine upcycled tracciabile e la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il business case che riteniamo più rilevante per l’agroalimentare mediterraneo è quindi la valorizzazione in situ presso lo stabilimento di trasformazione (modello tolling):
- la bioraffineria opera accanto allo stabilimento di trasformazione del pomodoro, senza costi di trasporto per gli scarti;
- la sansa di olive è reperita entro un raggio di 25 km;
- le campagne di pomodoro e olive coprono solo 5–6 mesi l’anno: biomassa stoccata o scarti di uva e arance permettono di utilizzare l’impianto tutto l’anno.
In questo modello i sottoprodotti, oggi un costo di smaltimento, diventano una fonte di valore. Con rese conservative da letteratura, una tonnellata di scarti di pomodoro ha un valore lordo potenziale di 294–633 €. Per la sansa di olive il valore va da 209 a 1.457 €, cioè da 5 a 36 volte la tassa portoghese sul conferimento in discarica, pari a 40 €/t. Gli obiettivi di costo di processo del team sono inferiori a 294 €/t per gli scarti di pomodoro e a 209 €/t per la sansa, quindi all’estremo inferiore di questi intervalli. Si tratta di valori lordi e di obiettivi, che le rese dei pilota consolideranno.
L’analisi indica anche da dove partire: i mercati in cui il percorso regolatorio è già aperto. Tra questi ci sono il colorante naturale a base di licopene (E160d) per alimenti e bevande clean-label, gli attivi a base di idrossitirosolo per la cosmesi clean beauty e la pectina a basso metossile da upcycling per preparazioni di frutta a ridotto contenuto di zuccheri.
A Rimini vorremmo confrontarci su questo modello con i responsabili sottoprodotti, sostenibilità e operations di gruppi agroalimentari italiani e iberici che trasformano oltre 100.000 tonnellate all’anno.
Contatto: r.varotto@nsbproject.com